Grazie all’Arera sta cambiando pelle una disciplina che è oggi viziata da estrema frammentazione e disomogeneità

Dopo oltre venticinque anni di immobilismo normativo e forte eterogeneità gestionale, la disciplina dei corrispettivi per il servizio di gestione dei rifiuti urbani in Italia si avvia verso una potenziale svolta. Con i Documenti di Consultazione (DCO)179/2025/R/Rif e 248/2025/R/Rif, ARERA ha avviato una riforma ampia e articolata della struttura delle tariffe per il servizio di gestione dei rifiuti. L’obiettivo è ambizioso: introdurre criteri tariffari comuni, trasparenti e coerenti su scala nazionale, superando l’attuale frammentazione e garantendo maggiore equità, corrispettività e sostenibilità.

Si tratta di una riforma che affronta con decisione le distorsioni storiche del sistema, e che si propone di razionalizzare la distribuzione dei costi tra le utenze, valorizzare – laddove disponibili,  la misurazione puntuale dei conferimenti e favorire l’evoluzione verso un’economia più circolare. La proposta del regolatore può essere definita coraggiosa, robusta e applicabile.

Coraggiosa perché si propone di “riordinare” una disciplina che vive soprattutto nella dinamica locale e che dunque è viziata da estrema frammentazione e disomogeneità. Robusta poiché traguarda tutte le fasi della tariffa rafforzando l’importanza delle misurazioni. Infine, è applicabile, poiché già dal suo stato attuale non si ravvedono azioni critiche da realizzare al fine di  implementare il disegno proposto.

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