Perché la regolazione è una leva strategica, non un ostacolo burocratico. I possibili percorsi vanno dall’in-house providing all’affidamento tramite gara: Arera ha posto in consultazione i criteri per la definizione dello schema tipo di bando di gara

Tra il 2025 e il 2028 arriveranno a scadenza ben 42 concessioni del Servizio Idrico Integrato (SII), coinvolgendo circa 1.200 Comuni e oltre 11 milioni di abitanti. Il valore residuo degli investimenti non ancora ammortizzati supera i 4,1 miliardi di euro, una cifra che rappresenta non solo un fatto economico di rilievo, ma anche una questione istituzionale e politica di prima grandezza.

La scadenza simultanea di un numero così elevato di concessioni impone una riflessione profonda sulla capacità della governance pubblica di gestire questa transizione. Le scelte che verranno compiute nel prossimo triennio avranno effetti destinati a durare decenni e determineranno la qualità dei servizi, la sostenibilità economica e ambientale delle gestioni, nonché l’equilibrio nei rapporti tra amministrazioni locali, gestori e cittadini.

Non si tratta soltanto di una questione tecnica o procedurale: il rinnovo delle concessioni rappresenta una svolta strategica per la governance locale, un’occasione per ripensare la visione industriale del settore idrico, superando frammentazioni, ritardi e logiche opportunistiche. In questo senso, il processo che si apre può diventare uno strumento per rafforzare l’efficienza gestionale, promuovere la qualità del servizio, garantire la tutela delle risorse e allineare l’azione industriale con gli obiettivi ambientali e sociali di lungo periodo.

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