Nel 2024 la Commissione Europea ha aperto due procedure di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto delle direttive sulla gestione dei RAEE – Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. La raccolta resta lontana dal target del 65% fissato dalla Direttiva 2012/19/UE, e il tasso di intercettazione nazionale nel 2024 è sceso al 29,6%, uno dei più bassi in Europa.
A fronte di queste criticità, il Laboratorio REF Ricerche dedica il suo ultimo Position Paper a un’analisi puntuale delle novità introdotte dal D.L. 131/2024 (“Decreto Salva Infrazioni”), convertito in Legge 166/2024, che punta a riformare il sistema con semplificazioni, nuovi obblighi di tracciabilità e una maggiore attenzione alla comunicazione.
Infrazioni europee e ritardi italiani
L’Italia, insieme ad altri 26 Stati membri, non ha raggiunto il tasso minimo di raccolta dei RAEE. La Commissione segnala carenze nel recepimento della Direttiva quadro rifiuti (2008/98/CE), in particolare sul fronte della responsabilità estesa del produttore (EPR), della tracciabilità e del riciclo di qualità.
Secondo il CdC RAEE, nel 2024 sono state trattate 540.854 tonnellate di rifiuti elettronici, ma il tasso di raccolta resta in calo rispetto agli anni precedenti.






