C’è ancora scarsa informazione su cosa siano i RAEE e quale ruolo possano svolgere: il sistema di raccolta non è stato finora in grado di raggiungere gli obiettivi che la normativa aveva previsto perché i sistemi di ritiro “uno contro uno” e “uno contro zero” non sono mai realmente decollati
Il 2024 ha segnato un momento critico per la gestione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) in Italia. A luglio, la Commissione Europea ha avviato due procedure di infrazione contro il nostro Paese, evidenziando il fallimento di un sistema che, pur operativo da vent’anni, continua a mostrare lacune profonde. I numeri parlano chiaro: il tasso di intercettazione dei RAEE è sceso al 29,64% nel 2024, rispetto al 34,56% del 2021, quando l’obiettivo europeo è del 65% dell’immesso sul mercato.
Un sistema che non funziona: le radici del problema
Per comprendere l’entità della crisi, è necessario guardare ai meccanismi che avrebbero dovuto garantire il corretto smaltimento dei RAEE. Il sistema italiano prevede due modalità principali di conferimento per i cittadini: il ritiro “uno contro uno”, che permette di consegnare gratuitamente un vecchio elettrodomestico quando se ne acquista uno nuovo, e il ritiro “uno contro zero”, che consente di portare piccoli apparecchi nei negozi di grandi dimensioni senza obbligo di acquisto.
Le indagini condotte negli ultimi anni restituiscono però un quadro non roseo. Secondo i dati Erion WEEE, il 61% dei cittadini conserva in casa apparecchi non funzionanti, solo la metà sa cosa siano effettivamente i RAEE e un terzo chiede più iniziative informative. Ancora più preoccupante è il fatto che il 20% ignora completamente i rischi ambientali del conferimento errato, percentuale che tra i giovani sale addirittura al 32%.
Ma la poca conoscenza dei cittadini è solo la punta dell’iceberg. Il vero problema è sistemico e riguarda la mancata implementazione delle infrastrutture di raccolta, la scarsa collaborazione da parte dei rivenditori e dei centri assistenza, e soprattutto l’assenza di un sistema di tracciabilità efficace. Nel 2023, ISPRA ha registrato circa 274mila tonnellate di RAEE domestici raccolti, mentre il CdC RAEE (Centro di Coordinamento RAEE) ne ha censite 348mila: un divario di oltre 70mila tonnellate.





