La pubblicazione degli esiti del secondo periodo di applicazione del meccanismo incentivante e dei livelli di qualità tecnica 2020-2021 permette di valutare i progressi compiuti in questi anni. Nel complesso si assiste ad una evoluzione del settore: le gestioni che rendicontano le performance di qualità tecnica servono l’89% della popolazione del Paese. Migliorano tutti gli indicatori ambientali. Gli obiettivi di riduzione delle perdite di rete risultano più difficili da raggiungere, mentre la riduzione delle interruzioni di servizio e dello smaltimento dei fanghi sono più alla portata. Continua a rimanere elevato il numero di gestioni escluse dal meccanismo incentivante, per cause a loro imputabili.
1. Crescita della copertura del monitoraggio delle performance di qualità tecnica
Nell’ottobre 2023 l’Autorità ARERA ha pubblicato gli esiti dell’applicazione del meccanismo incentivante della regolazione della qualità tecnica RQTI per le annualità 2020-2021. Infatti, proprio l’eccezionalità di questo biennio – segnato dalla pandemia di COVID-19 e dalle sue conseguenze – ha spinto l’Autorità a prendere in esame entrambi gli anni, in luogo delle singole annualità.
Ma quali sono stati i principali risultati emersi? Senza dubbio si evidenzia una crescita della copertura del monitoraggio delle performance di qualità tecnica. Infatti, dalle 203 gestioni del 2018-2019, si è passati alle 208 del periodo considerato, per una copertura sulla popolazione residente servita pari all’88,9% del Paese. Il buon esito numerico, tuttavia, nasconde degli importanti livelli di disomogeneità fra i territori. Se nel Mezzogiorno e nelle Isole ci si ferma al 71% (percentuale comunque in crescita rispetto al 67% del 2019), al Nord-Est si sfiora quasi il 100%. Ugualmente buoni i risultati degli operatori del Centro, con quasi il 99% e del Nord-Ovest, con circa il 97% (in crescita rispetto al 93% del 2019).
Le gestioni che non hanno trasmesso i dati di qualità tecnica e/o per le quali si è registrata una grave incompletezza della documentazione fornita servono tra il 12% e il 16% degli abitanti residenti italiani, a seconda del segmento del servizio preso in considerazione (acquedotto, fognatura o depurazione). Un dato comunque in calo rispetto al 2019, quando le percentuali si attestavano tra il 17% e il 22%.
Dall’altro lato vi sono le gestioni con tutte le carte in regola per essere ammesse al meccanismo incentivante.
L’aumento del tasso complessivo di gestioni ammesse a partecipare ai 4 Stadi di valutazione rispetto al biennio precedente (428 valutazioni complessive per il 2021 rispetto alle 400 nel 2019 e +3 p.p. in termini di popolazione servita considerando tutti i macro-indicatori) è indice di qualche miglioramento nei criteri di elaborazione degli indicatori, così come delle attività di monitoraggio e validazione dei dati da parte degli Enti di Governo d’Ambito. In particolare, tale crescita si è registrata per i macro-indicatori del comparto fognario e depurativo (“Adeguatezza del sistema fognario-M4”, “Fanghi in discarica-M5” e “Qualità dell’acqua depurata-M6”).
Le percentuali maggiori di ammissione continuano a riguardare i macro-indicatori “Perdite di rete-M1” e “Qualità dell’acqua-M3” (rispettivamente 64% e 62% della popolazione servita), mentre il macro-indicatore “Adeguatezza del sistema fognario-M4”rimane quello per cui si registrano le maggiori difficoltà (solo il 39% della popolazione italiana è servita da gestori ammessi al meccanismo incentivante). L’ingresso del macro-indicatore “Interruzioni di servizio-M2” nel meccanismo vede una percentuale di ammissione pari al 56% della popolazione residente servita, con un divario di circa il 7% rispetto agli altri macro-indicatori del segmento di acquedotto.
2. Le gestioni escluse
Tra le gestioni che hanno trasmesso i dati, rimane alto il numero di quelle escluse – totalmente o parzialmente – dal meccanismo incentivante. Tradotto in percentuali di popolazione servita significa un oscillamento percentuale tra il 12% e il 27% degli abitanti residenti italiani (a seconda del segmento del servizio preso in considerazione).
Guardando tutti i macro-indicatori, si registra un calo del numero delle esclusioni dal meccanismo o dalle relative premialità: 76 gestioni nel 2021 contro le 90 del 2019. In termini di popolazione servita significa oltre 9,5 milioni di abitanti;si tratta di 36 gestioni del Mezzogiorno (42 nel 2019), 12 del Centro (10 nel 2019) e 28 del Nord (38 nel 2019).
Le cause di esclusione? Sono diverse è si riferiscono principalmente a:
- mancato rispetto di adempimenti amministrativi e regolatori, con la motivazione più frequente relativa all’invio tardivo dei dati RQTI
- mancato invio dei dati dell’anno base
- mancato versamento delle componenti perequative
- mancato l’invio della predisposizione tariffaria MTI-3
- mancata validazione dei dati
- incompletezze nei registri della RQTI o nella documentazione inviata
- mancanza di prerequisiti per tutti i macro-indicatori
Tali esclusioni hanno riguardato maggiormente la popolazione servita da operatori del Mezzogiorno, mentre il Nord-Est è l’area del Paese meno impattata.
Vi sono poi 132 gestioni (112 nel 2019), per una popolazione servita di 35,8 milioni di abitanti (37 milioni nel 2019), che sono state escluse dal meccanismo o dalle premialità solo per alcuni macro-indicatori. Si tratta per la maggior parte di esclusioni dovute a carenze nella completezza, congruità e coerenza dei dati trasmessi tra le quali citiamo: la mancanza di confrontabilità con i dati più recenti o l’assenza di dei prerequisiti, per dichiarazioni non suffragate da evidenze documenta o l’invio dati RQTI successivo al termine.
3. Gestori più vicini agli obiettivi, ma 1 su 3 non centra gli obiettivi sulle perdite
Con riferimento agli Stadi I e II (Livello Base di valutazione), che considerano il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla RQTI per i gestori ammessi al meccanismo incentivante, la situazione è diversificata a seconda del macro-indicatore analizzato.
Tra il 2019 e il 2021 si assiste per tutti i macro-indicatori ad un aumento delle gestioni risultate idonee ad accedere ai primi due Stadi, con la sola eccezione del macro-indicatore M4 “adeguatezza del sistema fognario”, per il quale il numero di operatori valutati è passato dalle 64 unità del 2019 alle 58 del 2021.
Guardando al raggiungimento degli obiettivi prefissati, il macro-indicatore M3 “qualità dell’acqua potabile” è quello per il quale si registra il maggiore incremento (dal 30% al 41).
Si registra, invece, eterogeneità nelle capacità di raggiungere gli obiettivi tra macro-indicatori: quelli che registrano la maggior facilità nel farlo sono l’M2 “interruzioni di servizio” e l’M5 “smaltimento dei fanghi in discarica”, rispettivamente con l’89% e l’86% delle gestioni che hanno raggiunto gli scopi prefissati, mentre gli obiettivi di riduzione delle perdite di rete (M1) sembrano essere i più difficili da raggiungere, con solo il 32% delle gestioni che sono riuscite a conseguirli. Infatti, benché cresca il numero di operatori che raggiungono l’obiettivo assegnato rispetto al 2019, si riduce la popolazione da essi servita. Gli obiettivi sono stati, infine, raggiunti dal 41% dei gestori per la qualità dell’acqua potabile e dal 48% per quella dell’acqua depurata.
Il “Water service divide” si conferma in tutte le prospettive di osservazione.NelleRegioni del Sud Italia i divari di qualità del servizio e stato delle infrastrutture si accompagnano alla presenza di numerose piccole gestioni non in grado di realizzare gli investimenti necessari. L’unica eccezione riguarda il macro-indicatore M2 relativo alle interruzioni di servizio, per il quale la percentuale di popolazione servita da gestori del Mezzogiorno che hanno raggiunto gli obiettivi previsti è pari al 36%, superando il dato dell’area Centro Italia al 29%.
Inoltre, con la sola eccezione dell’indicatore M6, relativo alla qualità dell’acqua depurata, per il Mezzogiorno e le Isole per tutti gli altri macro-indicatori si osserva una riduzione rispetto al 2019 nella quota di popolazione servita da operatori che hanno conseguito gli obiettivi previsti dall’autorità.
Il Nord-Est performa molto bene con riferimento alle “interruzioni di servizio” e allo “smaltimento dei fanghi in discarica”. Per il macro-indicatore “smaltimento dei fanghi in discarica” si registrano progressi significativi anche da parte dei gestori del Centro e del Nord-Ovest. Stessa dinamica è visibile con riferimento alla qualità dell’acqua potabile (M3), seppur con miglioramenti più contenuti. Mentre per le perdite di rete aumenta il grado di raggiungimento degli obiettivi da parte delle gestioni del Centro e si riduce per le gestioni del Nord-Ovest. Negli altri casi si riscontra un sostanziale mantenimento delle prestazioni in termini di popolazione servita da gestori che hanno raggiunto gli obiettivi assegnati rispetto alle performance registrate nel 2019.
4. Miglioramento: Nord-Ovest e Centro in testa alle graduatorie
Negli Stadi III e IV (Livello Avanzato di valutazione) le premialità sono state assegnate alle prime tre gestioni con i migliori livelli di performance per macro-indicatore in Classe A e alle prime tre gestioni che hanno registrato i più ampi miglioramenti per macro-indicatore, laddove ricadenti nelle classi inferiori alla classe ottima. Allo stesso modo vengono assegnate le penalità alle ultime tre gestioni presenti in graduatoria.
Sul podio per il raggiungimento dei più alti livelli di qualità tecnica o per i più ampi miglioramenti registrati per macro-indicatore si trovano i gestori del Nord-Ovest (13 su 36), di cui 9 operanti in Lombardia, seguiti dai gestori del Centro (11 su 36), con 4 podi assegnati a gestioni operanti in Toscana, e dal Nord-Est con 7 podi. Agli ultimi posti si posizionano in prevalenza i gestori del Mezzogiorno (13 su 36) e del Centro (9 su 36).
Se si considerano le gestioni in termini dimensionali, emerge che i gestori di piccole-medie dimensioni (fino a 200.000 abitanti serviti) rappresentano il 78% dei gestori con le performance peggiori. Di contro, nel caso delle premialità, con 10 operatori che hanno ricevuto il premio negli Stadi III e IV, le piccole gestioni (fino a 75.000 abitanti) si collocano al secondo posto, subito dopo le gli operatori di grandi dimensioni (oltre 500.000 abitanti serviti) che vantano 13 gestori che hanno avuto accesso al meccanismo di premialità previsto da ARERA nel periodo di riferimento.
5. Eccellenze in aumento, soprattutto in Toscana e nel Nord-Est
Nel 2021, le gestioni che hanno avuto accesso allo Stadio V, (Livello di Eccellenza) erano 27, in crescita rispetto alle 21 del 2019. Si tratta di gestioni al servizio del 25% della popolazione residente italiana (Trentino-Alto Adige escluso); era il 20% nel 2019. Il Nord-Est vanta la più alta presenza di operatori in classe di eccellenza(59% della popolazione residente servita), seguito dal Nord-Ovest (34%) e dal Centro (22%). L’aumento maggiore lo si registra nelle regioni del Centro (+17 p.p. rispetto al 2019), grazie alle performance delle gestioni toscane, e nel Nord-Est (+15 p.p. rispetto al 2019), soprattutto con riferimento alle gestioni del Veneto e dell’Emilia-Romagna. Nel Nord-Ovest, al contrario, scende la percentuale di popolazione residente servita da gestori in classe di eccellenza (-19 p.p. rispetto al 2019) per l’uscita di alcune gestioni lombarde dalla classifica. Continua a rimanere un “grande assente” in graduatoria: il Mezzogiorno.
Come per il 2019 nella graduatoria di eccellenza si trovano prevalentemente gestioni di medio-grandi dimensioni (circa il 77% del totale delle gestioni premiate), al servizio di oltre 250.000 abitanti residenti.
6. Qualità tecnica: fatti dei passi avanti, ma sforzi ancora ingenti da compiere
A partire dai risultati del primo biennio di applicazione del meccanismo incentivante RQTI, ARERA ha reso disponibile uno strumento – realizzato sotto forma di schede interattive – che permette di esaminare e comparare le performance dei gestori italiani.
Partendo dai dati presenti, gli sforzi maggiori ancora da compiere riguardano:
• il contenimento delle perdite di rete
• l’adeguamento del sistema fognario
• il miglioramento delle acque reflue depurate
Per queste tre voci, oltre il 30% della popolazione residente italiana non è ancora servita secondo gli standard minimi o con performance insufficienti o scarse. In particolare, si tratta rispettivamente del 33% per le perdite di rete (era il 34% nel 2019), del 46% per l’adeguatezza del sistema fognario (43% nel 2019) e del 38% per la qualità dell’acqua depurata (45% nel 2019).
Ci si attende che negli anni a venire la riduzione delle perdite di rete registri progressi maggiori grazie al sostegno dei finanziamenti pubblici dei programmi React-EU e PNRR: a giugno 2024 nei 71 sotto-progetti accreditati di un finanziamento per 530,8 milioni di costi rendicontabili all’EU, si registrava un totale dei pagamenti sul totale dei finanziamenti pubblici pari all’83% e un 36% di costi rendicontabili all’UE già liquidati per il React-EU. Lo stato di avanzamento degli interventi sulle reti idriche e la digitalizzazione finanziati dal PNRR ha raggiunto il 50%, rispetto ad un obiettivo previsto del 59%.
I risultati migliori, intanto, riguardano:
• la riduzione dei fanghi in discarica, con il 52% della popolazione italiana servita da gestori nella classe più elevata (“ottima”),
• la garanzia di continuità nel servizio erogato (minimizzando le interruzioni), con il 46% della popolazione italiana servita da gestori che hanno raggiunto il livello di qualità massimo.
In generale, si riscontra un miglioramento della qualità tecnica per tutti i macro-indicatori rispetto al 2019: la quota di abitanti serviti da gestori in classe ottima o buona si attesa al 18% per le perdite di rete (12% nel 2019), al 20% per la qualità dell’acqua potabile (rispetto al 6% del 2019); al 12% per l’adeguamento del sistema fognario (10% nel 2019); 53% per la riduzione dei fanghi in discarica (rispetto al 10%); 33% per la qualità dell’acqua depurata (rispetto al 10% del 2019).
7. Premi e penalità: utilizzato l’84% del gettito di competenza dell’UI2
La copertura dei premi del meccanismo incentivante RQTI è garantita dal “Conto per la promozione della qualità dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione”, alimentato dalla componente tariffaria UI2 applicata a tutte le utenze del servizio idrico integrato come maggiorazione ai corrispettivi di acquedotto, fognatura e depurazione. Tale componente è destinata sia alle premialità del meccanismo incentivante della qualità commerciale sia della qualità tecnica, con una ripartizione che vede un peso dell’80% per la regolazione della qualità tecnica (RQTI) e un peso della regolazione della qualità contrattuale (RQSII) del 20%.
Il gettito complessivo annuo di questa componente tariffaria è variabile, poiché dipende dai volumi fatturati dai gestori e dalle tempistiche con le quali gli operatori riversano quanto riscosso alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), l’ente pubblico economico che gestisce incassi e le erogazioni relative a componenti perequative nell’ambito dei settori regolati.
Per il biennio 2020-2021 il gettito di competenza della componente UI2 destinabile alle premialità della qualità tecnica è stato pari a circa 155 milioni di euro, mentre per il biennio precedente si era registrato un ammontare più alto. Un calo che può essere ascritto ad una serie di concause, tra le quali i minori volumi di acqua complessivamente erogati. Nonostante i minori importi a disposizione, il totale delle somme erogate a titolo di premialità nel 2021 copre l’84% del gettito, più alto del 77% del biennio precedente, con una crescita del peso delle premialità erogate nello stadio avanzato rispetto a quelle dello stadio base e di eccellenza sul totale. La differenza tra l’ammontare destinabile alle premialità dell’RQTI e quello attribuito in tutti gli Stadi di valutazione può essere riassegnato al finanziamento delle premialità per gli Stadi III, IV e V nelle annualità successive. Quindi, rispetto agli importi delle premialità erogate, pari a circa 123 milioni di euro le penalità comminate risultano esigue, pari a 9,6 milioni di euro, in un rapporto di 1:13 rispetto alle premialità: si conferma quindi l’impostazione asimmetrica del meccanismo, maggiormente rivolto a incoraggiare i gestori al miglioramento delle performance piuttosto che a punire gli impegni disattesi.
La distribuzione territoriale delle premialità riflette in buona misura le performance già analizzate dei gestori, con la maggior parte degli incentivi (41%) concentrata in 2 sole regioni (Lombardia, Lazio), alle quali fanno seguito altre 3 regioni che hanno ottenuto più di 10 milioni di euro a livello territoriale (Emilia-Romagna, Toscana e Marche). In particolare, nel Lazio, le premialità maggiori sono state riconosciute ad ACEA ATO 2 (24,7 milioni di euro) per lo sforzo di riduzione delle perdite di rete e per il miglioramento della qualità dell’acqua potabile. In Lombardia, i premi sono maggiormente distribuiti tra più gestioni con l’importo di premialità maggiore ottenuto da Gruppo CAP (circa 7,5 milioni di euro) per i miglioramenti raggiunti nell’adeguamento del sistema fognario e la riduzione delle interruzioni di servizio. L’ammontare delle penalità risulta sostanzialmente egualmente distribuito tra le macroregioni, con importi in parte più alti nel Mezzogiorno.
8. L’evoluzione della qualità tecnica dal 2024
Il prossimo futuro, intanto, riserverà interessanti mutamenti. Alla luce delle novità introdotte con la delibera 637/2023/R/idr di fine 2023 e in vigore a partire dalle valutazioni 2024-2025, ARERA ha voluto rafforzare il set di indicatori in vigore e di introdurre ulteriori standard, anche in considerazione dello scenario climatico in atto e delle più recenti novità legislative in materia di qualità dell’acqua. Tra gli elementi di novità più rilevanti c’è l’introduzione di un nuovo macro-indicatore: M0-resilienza idrica. L’Autorità misurerà gli interventi dei gestori diretti a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. L’alternarsi di siccità e alluvioni rende infatti necessario un nuovo approccio, negli approvvigionamenti, da un lato, e nella gestione delle acque meteoriche, dall’altro. Ma non solo. Con riferimento ai macro-indicatori già in uso, è stato rivisto il numero e l’ampiezza delle classi, laddove necessario, con la finalità di avere un numero di classi uguale per tutti i macro-indicatori in un’ottica di semplificazione e migliore bilanciamento del meccanismo incentivante. Sono, inoltre, stati aggiunti una serie di chiarimenti applicativi di dettaglio per il calcolo di alcuni macro-indicatori. Novità importanti che rendono più sfidante il percorso di miglioramento dal 2024 in avanti.








