La frazione organica rappresenta più di un terzo dei rifiuti urbani italiani. Il suo riciclo è dunque decisivo per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Ue. Occorre puntare sull’efficienza del trattamento e su una migliore qualità delle raccolte.
Gli obiettivi di riciclaggio nelle direttive Ue
Le direttive europee chiedono agli stati membri di raggiungere determinati obiettivi di riciclaggio dei rifiuti urbani. Il nostro paese si è impegnato, per esempio, ad arrivare al 65 per cento di riciclaggio dei rifiuti urbani entro il 2035, con tappe intermedie al 2020 (50 per cento) e al 2025 (55 per cento).
L’edizione 2025 del “Rapporto Rifiuti Urbani” di Ispra, presentato a dicembre 2025, ci aiuta a fare il punto della situazione.
Nel 2024 la produzione di rifiuti urbani è salita a 29,9 milioni di tonnellate: un volume di rifiuti che corrisponde a quello di una piramide alta un chilometro e larga 500 metri. Il 67,7 per cento di questi rifiuti è stato raccolto in modo differenziato, il 52,3 per cento è stato riciclato, il 18 per cento incenerito, il 15 per cento smaltito in discarica, il 4 per cento esportato.
Per quanto riguarda il riciclo, c’è stato certamente un passo avanti, nel 2024 siamo passati dal 50,8 al 52,3 per cento, ma è ancora lontano l’obiettivo del 55 per cento, che dovevamo raggiungere nel 2025.






