Riutilizzare le fibre tessili, per ridurre lo smaltimento dei prodotti in discarica: per raggiungere questo obiettivo è necessario un ripensamento dell’intero ciclo produttivo, a partire dalla progettazione. I costi ingenti impongono scelte coraggiose.

L’intervento di Donato Berardi e Antonio Pergolizzi su Lavoce.info.

La raccolta di rifiuti tessili non basta

Dal 1° gennaio 2022 vige in Italia l’obbligo di raccolta dei rifiuti tessili, che comprende non solo i capi di abbigliamento ma anche gli altri prodotti tessili, come tappeti, tende, asciugamani e biancheria. Almeno formalmente, in tutti i comuni dovrebbero dunque essere già state avviate le raccolte differenziate. L’obiettivo è intercettare da 600mila (stime Ispra) a 1,5 milioni di tonnellate (stime sulla base delle analisi di quanto gettato nell’indifferenziato) di rifiuti tessili, che oggi vengono conferiti nell’indifferenziato.

Perché raccogliere in modo differenziato questi rifiuti? La risposta più immediata è per porre le premesse per il riutilizzo, il recupero delle fibre tessili, il riciclo, riducendo lo smaltimento in discarica.

Ma un ripensamento della gestione dei rifiuti tessili non può limitarsi alla sola raccolta. Va affrontata anche la questione della produzione e del consumo di prodotti a basso costo e bassa durabilità, ovvero le fondamenta del modello del fast fashion. La responsabilità estesa del produttore intende rispondere a questi interrogativi.

Su spinta della Ue, l’Italia si sta altresì preparando a introdurre un sistema di responsabilità del produttore sul fine vita di questi prodotti, come già avviene da tempo per altre tipologie di rifiuti, come imballaggi, batterie o pneumatici fuori uso. L’obiettivo è impegnare i produttori e i distributori a interiorizzare gli impatti sociali, economici e ambientali che discendono dalla gestione del fine vita dei prodotti immessi sul mercato, con l’intento di tenerne conto sin dalla fase della progettazione. Ma la costruzione di un sistema efficace richiede scelte coraggiose, incentivi economici e nuovi impianti.

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