Il quarto periodo regolatorio è nato all’insegna del consolidamento industriale e della resilienza delle infrastrutture. L’allargamento del perimetro tariffario alle acque meteoriche e al drenaggio urbano, i meccanismi incentivanti l’efficienza energetica, l’autoconsumo e il riuso delle acque affinate, indicano alle gestioni nuovi e ulteriori obiettivi. Il successo dipende dalla capacità degli attori coinvolti, gestori e EGATO, di pianificare e realizzare gli investimenti in coerenza con gli indirizzi.
Il Metodo Tariffario Idrico per il periodo 2024-2029 (MTI4) rappresenta una tappa importante nel percorso di regolazione del servizio idrico integrato. L’estensione del periodo regolatorio a sei anni, rispetto ai quattro precedentemente adottati, risponde all’esigenza di rafforzare la programmazione strategica, garantendo continuità e stabilità nel processo di investimento. In un contesto segnato da crescenti pressioni inflazionistiche, mutamenti climatici e incremento della complessità gestionale, il MTI4 mira a sostenere la transizione verso un servizio più resiliente, efficiente e sostenibile. Il metodo si propone inoltre come strumento di consolidamento industriale, in grado di accompagnare le gestioni verso una maggiore maturità e capacità attuativa. Il quadro regolatorio si arricchisce inoltre di strumenti quali un’estensione delle fattispecie di riconoscimento di costi previsionali, nuovi meccanismi incentivanti e la copertura tariffaria per spese associate alla transizione energetica, alla resilienza e all’adattamento ai cambiamenti climatici. L’impostazione metodologica di ARERA spinge per un’evoluzione strutturale del settore e riflette un cambio di passo: da un modello di consolidamento delle gestioni che garantisce il loro equilibrio economico-finanziario, a uno orientato allo sviluppo, alla resilienza dei sistemi idrici e ai cambiamenti climatici.
Si rafforza, pertanto, il ruolo della regolazione come strumento di accompagnamento alla trasformazione sostenibile del sistema idrico, in un’ottica integrata con gli obiettivi di decarbonizzazione nazionale ed europea.
La conferma dell’architettura tariffaria, con elementi di novità
Il MTI4 mantiene l’impianto degli schemi regolatori differenziati sulla base dell’efficienza delle gestioni e del fabbisogno di investimenti: con sei schemi a disposizione, la regolazione consente una maggiore aderenza alla realtà gestionale e territoriale. Limiti di crescita più alti rispetto a quanto previsto in MTI3 costituiscono un importante strumento per supportare i gestori in percorsi di rafforzamento. L’indagine effettuata su oltre cento gestioni evidenzia una forte concentrazione negli schemi ad elevata necessità di investimento. D’altra parte, però, è da sottolineare come gli spazi di incremento tariffario sono stati rapidamente saturati dal riconoscimento dell’inflazione e dalla crescita degli oneri finanziari. Ne deriva una difficoltà nel valorizzare pienamente le nuove componenti previste dal metodo, soprattutto nei primi due anni di applicazione (2024-2025).
Tra queste, ad esempio, i costi per la presa in carico del drenaggio urbano, valorizzabili come componente di costo previsionale che permetterebbe quindi di superare il gap temporale: una fattispecie che però nel primo biennio MTI4 non è stata attivata se non da pochissime gestioni. Una seconda novità riguarda la possibilità di valorizzare costi di acquisto all’ingrosso previsionali, in un’ottica di valutazione della resilienza e previsione della disponibilità idrica dei territori: come in precedenza, questa facoltà non è stata attivata se non da una singola gestione.
Spinta agli investimenti e ruolo dei contributi
Gli investimenti rappresentano il fulcro strategico di MTI4. Dall’analisi emerge che la pianificazione nazionale evidenzia un’accelerazione significativa, con oltre 20 miliardi di euro programmati nel sessennio, e un picco nel biennio 2024-2025, con oltre 100 euro pro capite previsti nel 2025.
Una crescita sostenuta anche dai contributi a fondo perduto (tra cui PNRR e REACT-EU) che hanno consentito il finanziamento e la realizzazione di opere non sostenibili solo tramite la tariffa. Un ulteriore strumento di finanziamento degli interventi è il Fondo Nuovi Investimenti (FoNI), che si consolida come leva strategica per finanziare la spesa per le nuove opere, con una crescita da 7 euro pro capite nel 2024 a 13 euro nel 2029. Il livello degli investimenti programmati in MTI4, unitamente ad un tasso di realizzazione superiore al 100% nel biennio 2022-2023, rappresenta un miglioramento gestionale per il settore, ma al tempo stesso la flessione post 2025 fa riflettere sulle modalità di finanziamento delle opere e sulla capacità di indebitamento delle gestioni.
Energia elettrica e riuso: i nuovi meccanismi incentivanti
Due nuovi strumenti premiali puntano ad allineare il settore idrico agli obiettivi di sostenibilità ambientale. Il primo è orientato alla riduzione dei consumi di energia acquistata da terzi. I gestori sono chiamati a ridurre almeno del 5% i volumi del 2025 rispetto alla media del periodo 2020-2023, obiettivo che può essere raggiunto tramite sia efficientamento sia autoproduzione da fonti rinnovabili. Il secondo incentivo è legato al riuso delle acque reflue depurate, attraverso un indicatore (RIU) che misura la quota di acqua potenzialmente riutilizzabile effettivamente riutilizzata. La valutazione avverrà nel 2025, confrontando il livello raggiunto rispetto a quanto rendicontato nel 2023.
Tuttavia, l’implementazione di questi strumenti presenta ostacoli rilevanti. In tema di energia elettrica, i dati di MTI4 mostrano che l’autoproduzione ha un peso residuale rispetto ai consumi del settore. Dall’altro lato, il riuso è frenato da una domanda debole, da costi infrastrutturali non riconosciuti in tariffa, da incertezze normative (es. riuso diretto o indiretto) e da barriere culturali. Serve un salto di qualità sia regolatorio sia gestionale per tradurre le misure in risultati concreti. Solo una combinazione di risorse economiche, competenze progettuali e strumenti contrattuali può consentire una diffusione efficace dell’autoproduzione energetica e del riuso.
Qualità tecnica e contrattuale: continuità e novità
La qualità del servizio rimane una priorità della regolazione. La revisione della regolazione della qualità tecnica ha comportato sia un aggiornamento della metodologia e delle classi di merito dei macro-indicatori già esistenti, sia l’introduzione di M0, attraverso il quale si intende monitorare la resilienza idrica dei territori. Tali modifiche potrebbero comportare per le gestioni dei costi aggiuntivi, di cui l’Autorità ha previsto il riconoscimento previsionale in MTI4. Nel 2024, 39 gestioni hanno valorizzato componenti di qualità tecnica, registrando una forte disomogeneità geografica: nel Nord si concentrano la maggior parte delle richieste, mentre il Mezzogiorno appare maggiormente in ritardo.
Per la qualità contrattuale, 43 gestioni hanno valorizzato costi previsionali, per la maggior parte confermati rispetto al MTI3 aggiornamento. Sia per la qualità tecnica che contrattuale, pur trattandosi di un numero significativo di gestioni, il valore medio riconosciuto in tariffa non supera l’euro per abitante.
Costi di capitale e operativi: una conferma del MTI3
I costi di capitale non hanno subito modifiche sostanziali rispetto al precedente metodo. Si registra tuttavia una crescita lenta e costante dell’incidenza dei Capex nel VRG complessivo delle gestioni, che risultano sempre più capitalizzate. Una maturazione gestionale che emerge anche dalla capacità di rendicontazione una quota maggiore di investimenti come costi legati alla tutela dell’ambiente e della risorsa idrica (ERC).
Sul fronte dei costi operativi, il riconoscimento dell’inflazione registrata nel biennio 2022-2023 ha comportato un incremento nel costo endogeno riconosciuto. Oltre a questo, l’energia elettrica continua ad avere un peso significativo nella struttura dei costi delle gestioni, con un’incidenza di circa il 20% degli Opex. L’Autorità ha previsto inoltre che l’energia autoprodotta e consumata possa essere valorizzata come costo operativo, ma solamente un gestore su dieci ha ricorso a questa possibilità.
Una visione di sintesi
Il MTI4 è un metodo ambizioso, avanzato e strutturato. Mira a sostenere il settore idrico in una fase di profonda trasformazione, ponendo al centro sostenibilità, qualità, resilienza. Le innovazioni introdotte, sebbene significative, richiedono un forte sforzo di adattamento da parte dei soggetti regolati. Il primo biennio mostra segnali positivi sul piano degli investimenti e della capacità di spesa, ma evidenzia anche limiti nei percorsi di valorizzazione, specie delle nuove componenti introdotto. Il primo aggiornamento tariffario MTI4 sarà cruciale per verificare l’efficacia dei nuovi meccanismi incentivanti e la capacità del settore di affrontare le sfide del cambiamento climatico e della transizione ecologica. Il successo di MTI4 dipenderà dalla capacità di gestioni ed EGATO di sostenere un’implementazione diffusa, omogenea e coerente con le esigenze dei territori. È necessario rafforzare il coordinamento tra regolazione e pianificazione per consolidare il percorso di maturazione del servizio idrico integrato.








