Durante il 2025 il prezzo medio che l’energia elettrica ha registrato sul mercato all’ingrosso ha superato i 115 euro/MWh.

Il 2025 ha portato una novità di grande rilievo nel panorama energetico nazionale: per la prima volta sono state organizzate aste competitive di dimensioni significative destinate a incentivare le energie rinnovabili e i sistemi di stoccaggio elettrico. I meccanismi FERX, dedicati alle fonti rinnovabili, e MACSE, rivolto agli accumuli, non rappresentano solo strumenti finanziari, ma veri e propri banchi di prova per verificare quanto il mercato italiano sia maturo e pronto a sostenere la transizione verso un sistema elettrico decarbonizzato. Dopo anni di attesa e progettazione, finalmente si è potuta misurare concretamente la risposta degli operatori economici. Le procedure competitive hanno coinvolto principalmente il settore fotovoltaico ed eolico, restituendo un quadro articolato fatto di luci e ombre. Accanto ai successi in termini di partecipazione e prezzi competitivi, sono emersi anche nodi critici che richiedono interventi correttivi per il futuro. L’anno che si apre davanti al sistema energetico italiano sarà cruciale per consolidare quanto di buono è stato avviato e per correggere le traiettorie dove necessario.

Le aste FERX: fotovoltaico promosso, eolico rimandato

Tra settembre e dicembre 2025 sono state organizzate le prime tornate competitive del meccanismo FERX, ancora nella sua configurazione “transitoria”, priva di alcuni elementi che saranno poi introdotti successivamente. Gli impianti fotovoltaici sono stati protagonisti di due distinte sessioni, mentre l’eolico ne ha avuta una sola.

La prima procedura dedicata al fotovoltaico ha offerto agli operatori la possibilità di aggiudicarsi fino a 8 GW complessivi. La risposta è stata positiva: sono arrivate proposte per 10,1 GW, permettendo di assegnare 7,7 GW a condizioni economiche vantaggiose. Il dato più significativo riguarda proprio i prezzi: partendo da prezzo di esercizio superiore di 90,689 euro per ogni megawattora prodotto, le offerte vincitrici hanno registrato una media ponderata di appena 58,78 euro/MWh. La seconda tornata, svoltasi in ottobre, ha avuto caratteristiche diverse. Il contingente disponibile era più limitato, solo 1,6 GW, ma con un vincolo specifico: potevano partecipare esclusivamente progetti basati su tecnologie non cinesi, dai moduli alle celle e inverter. Questa clausola ha permesso di quantificare il costo dell’autonomia strategica – una sorta di price premium dell’indipendenza dalla Cina – nelle catene di fornitura: circa 10 euro/MWh rispetto alla prima asta. Mettendo insieme le due sessioni fotovoltaiche, il prezzo medio di aggiudicazione ponderato si ferma a 60,03 euro/MWh, un valore nettamente inferiore rispetto al prezzo medio che l’energia elettrica ha registrato sul mercato all’ingrosso durante il 2025, che ha superato i 115 euro/MWh. Le previsioni elaborate nell’estate del 2025 hanno trovato così conferma, mentre quelle formulate solo un anno prima si sono rivelate particolarmente prudenziali.

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