Quando il gradimento del servizio ostacola il sostegno agli investimenti: quanto siamo realmente disposti a pagare?

In questo Position Paper vogliamo tornare a parlare del dialogo con i cittadini sul futuro del servizio idrico integrato. Un futuro nel quale il servizio stesso sarà chiamato a farsi carico di numerose questioni emergenti: dagli impatti del cambiamento climatico sul regime delle precipitazioni e dunque sulla gestione delle acque meteoriche, al riuso delle acque reflue depurate e affinate, al recupero di energia e nutrienti dai fanghi, ai controlli per la sicurezza dell’acqua potabile e la prevenzione di contaminazioni delle fonti, al potenziamento dei trattamenti di depurazione per rimuovere microinquinanti, come farmaci e microplastiche, alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità, ai servizi ecosistemici per la rigenerazione della risorsa idrica.

Un percorso che con ogni probabilità richiederà un deciso innalzamento del volume degli investimenti necessari, dagli attuali 60 euro pro-capite all’anno verso un valore almeno doppio, anche superiore ai 100 euro pro-capite, in linea con le migliori esperienze europee. E che – di conseguenza – comporterà una forte crescita della tariffa del servizio idrico. Per questo motivo si è deciso di indagare e di analizzare gli ingredienti di un percorso condiviso di miglioramento, partendo dalla relazione che lega le caratteristiche del servizio, alla soddisfazione e infine alla disponibilità a pagare. Consapevoli che la costruzione del consenso e della disponibilità a pagare è un ingrediente imprescindibile di ogni percorso di miglioramento del servizio proposto.

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