Il Position Paper propone un indicatore per valutare le prestazioni dei gestori idrici lungo diverse dimensioni: l’indicatore FASE sintetizza valutazioni di natura Finanziaria, Ambientale, Sociale ed Economica. Le medie e grandi gestioni esibiscono prestazioni mediamente migliori di quelle più piccole. Non risultano invece informativi il modello di business (mono-multi) e l’interazione tra area territoriale e dimensione. L’esercizio si propone di fornire un punto di partenza per lo sviluppo di una metodologia condivisa per valutare le performance a tutto tondo delle gestioni del SII, a fini di benchmarking interno ed esterno alle gestioni, sunshine regulation e screening ESG.
1. Ambientale, sociale, economico-finanziaria: i diversi aspetti dell’industria idrica
Lo spettro dell’azione dell’industria idrica può e deve essere letto attraverso una lente di sostenibilità a 360 gradi, declinandolo lungo le sue diverse dimensioni – ambientale, sociale, economico-finanziaria – secondo una prospettiva integrata e di lungo periodo.
La dimensione ambientale riguarda principalmente la gestione della risorsa idrica, le ingenti quantità di energia necessarie lungo la filiera, il trattamento e smaltimento dei fanghi di depurazione, da cui possono essere ottenute materie prime ed energia, e la qualità delle acque depurate, che possono essere destinate al riuso e/o reimmesse in natura, riducendo gli impatti sugli ecosistemi e la biodiversità. Molti di questi aspetti sono regolati da prescrizioni, divieti e obblighi, e codificati nella regolazione ARERA – nell’ambito della c.d. “qualità tecnica”: quest’ultima, in particolare, identifica obiettivi di riduzione delle perdite idriche, standard di continuità del servizio, di qualità delle acque potabili e di quelle depurate, e obiettivi di riduzione dello smaltimento dei fanghi.
La dimensione sociale si manifesta, in primis, nella qualità del servizio commerciale reso all’utenza: anch’essa prevede una forma di regolazione centrale ed è codificata nella Carta del Servizio, che disciplina il rapporto tra gestione e utenti, specificando gli standard di qualità minimi delle prestazioni erogate, le modalità di fruizione, i rimborsi. I tempi di esecuzione di volture, allacci, subentri, lavori, appuntamenti e fatturazioni, le attese agli sportelli e al call center sono alcune delle prestazioni che legano l’utente alla propria gestione, ma lo spettro delle iniziative che ricadono nella dimensione sociale si estende altresì ai percorsi di dialogo, coinvolgimento e informazione all’utenza, e all’attenzione al disagio economico e sociale (per approfondire rimandiamo ai Position Paper n. 209 e 40).
Infine, un’azienda idrica è chiamata ad assicurare standard di economicità e solvibilità. Una buona salute economica e finanziaria è il presupposto per il reperimento delle risorse necessarie a finanziare la realizzazione delle opere, andando oltre la mera copertura dei costi operativi, a garanzia degli investimenti necessari per dare un servizio di qualità e rispettoso dell’ambiente.
In sintesi, un gestore del SII deve necessariamente operare perseguendo un orientamento equilibrato e integrato lungo tutte queste dimensioni della propria azione. Tuttavia, sino ad oggi le valutazioni di performance dei gestori del SII si sono spesso focalizzate sui singoli aspetti in modo disgiunto. Infatti, i diversi studi presenti in letteratura hanno spesso preferito concentrarsi sulla valutazione delle performance degli operatori del servizio idrico integrato adottando per lo più una prospettiva monodimensionale, dall’efficienza di costo ai singoli aspetti di qualità (contrattuale, tecnico-ambientale, etc.).
Ma è possibile cambiare approccio?
2. FASE: l’indicatore del Laboratorio Ref costruito per valutare le performance del servizio idrico
Per ovviare a questa frammentazione il Laboratorio Ref ha proposto un indicatore sintetico delle performance, in grado valutare le tante dimensioni dell’azione dell’industria idrica. Ribattezzato FASE, esso tiene conto – per l’appunto – delle dimensioni Finanziaria, Ambientale, Sociale ed Economica di un gestore del Servizio Idrico Integrato SII. I fini possono essere tanto il benchmarking interno e/o esterno (nella prospettiva della sunshine regulation) e uno screening preliminare ESG.
I dati sui quali si è testato l’indicatore si basano su un campione di 66 operatori (18 Nord-Ovest, 28 Nord-Est, 15 Centro e 5 Sud o Isole) di cui 18 sono gestioni di grandi dimensioni (più di 500.000 abitanti serviti), 23 medi (tra 250.000 e 500.000) e 25 di piccolo taglio dimensionale (meno di 250.000). 47 gestioni gestiscono unicamente il servizio idrico, mentre 19 operano come multiutility. Il campione copre una popolazione residente di circa 37,5 milioni di abitanti residenti (ovvero 63,3% della popolazione italiana).
Come ci si è mossi? Il profilo economico-finanziario è stato valutato prediligendo indici di natura “gestionale”, basati su dati regolatori, piuttosto che patrimoniali. Questa scelta è dettata dalla volontà di attenersi a grandezze che sintetizzino un modus operandi e che riescano a cogliere lo sforzo profuso nella direzione di un servizio universale e industriale: l’utilizzo di indici di bilancio avrebbe esposto l’esercizio a possibili distorsioni derivanti dalle caratteristiche peculiari delle diverse realtà aziendali, come, ad esempio, la differenza tra aziende mono e multi-utility, o tra aziende che sono parte di un gruppo o meno, o ancora, tra aziende in house e soggetti quotati, tutte circostanze che possono effettivamente influenzare la struttura patrimoniale e finanziaria delle gestioni.
La scelta è quindi ricaduta su indicatori mutuati dalla regolazione ARERA, che possono considerarsi indicativi della capacità di attuazione e di efficienza, idoneicioèa misurare lo sforzo profuso dalle gestioni nella realizzazione degli investimenti, pur con alcuni limiti, la capacità di pianificare e concretizzare gli interventi e la loro efficienza operativa:
- investimenti pro capite realizzati (€/ab), come media nel biennio 2018 e 2019, al fine di attenuare possibili oscillazioni annuali;
- tasso di realizzazione (%), ottenuto come rapporto tra gli investimenti lordi programmati e realizzati;
- Regulatory Asset Base – RAB pro capite (€/ab), come proxy degli investimenti passati effettuati dal gestore;
- punteggio di efficienza operativa di costo (%) (si veda anche Position Paper n. 241).
Sul fronte delle prestazioni a carattere ambientale, tratto distintivo e identitario del gestore del SII, la scelta è ricaduta sugli indicatori codificati da ARERA nell’ambito della regolazione della qualità tecnica (RQTI – del. 917/2017/R/idr), e riferiti all’anno 2019. In particolare, si sono considerati i seguenti indicatori:
- un unico indicatore di perdite di rete (M1), ottenuto considerando il punteggio migliore su una scala standardizzata conseguito dalla singola gestione tra indicatore di perdite lineari (M1a) e percentuali (M1b), così da neutralizzare gli effetti connessi all’esistenza di contesti molto diversi per estensione, morfologia e densità abitativa, che possono penalizzare talune gestioni quando vengono viste dalla prospettiva di uno solo dei due indicatori;
b) l’indicatore di adeguatezza del sistema fognario (M4a), che riguarda la frequenza degli allagamenti e/o sversamenti da fognatura (mista, bianca o nera);
c) l’indicatore della qualità dell’acqua depurata (M6), definita come tasso percentuale di campioni caratterizzati dal superamento dei limiti per uno o più parametri analizzati.
Questi tre indicatori sono stati scelti come riferimento di questo primo studio per rappresentare la performance ambientale, poiché afferenti ai tre segmenti dell’intero ciclo integrato del servizio idrico e in quanto significativi per qualità e quantità dei dati raccolti per le gestioni idriche, nonostante abbiano scontato in passato e scontino ancora aspetti da migliorare nella loro modalità di costruzione.
Da ultimo, le prestazioni della sfera sociale sono racchiuse in primis negli indicatori di qualità contrattuale del SII (RQSII – del. 655/2015/R/idr), ovvero:
- MC1 – “Avvio e cessazione del rapporto contrattuale”;
- MC2 – “Gestione del rapporto contrattuale e accessibilità al servizio”;
- Numero di standard migliorativi previsti;
- Infine, è stato incluso un indicatore binario che testimonia la presenza o meno di un sostegno integrativo locale al Bonus sociale idrico nazionale.
Se i primi tre indicatori rispecchiano una prestazione sociale in termini di rapporto con gli utenti, l’ultimo coglie la prospettiva del sostegno offerto alle utenze vulnerabili.
3. Cosa è emerso? Prime riflessioni
Per sintetizzare le diverse dimensioni della performance è stato necessario definire una metodologia di ponderazione e aggregazione degli indici e delle dimensioni che sia in grado di affrontare questioni rilevanti come il potenziale trade-off tra i diversi ambiti di prestazione e il bilanciamento tra le diverse dimensioni. In sostanza: è accettabile coltivare delle eccellenze in specifiche dimensioni della performance a parziale discapito di altre? Oppure è auspicabile che gli sforzi si dirigano ad assicurare un equilibrio tra le dimensioni considerate?
Queste domande possono avere risposte diverse: in questo lavoro si è scelto di fare affidamento su una versione nella quale tutte le diverse dimensioni hanno uguale peso e vi è perfetto bilanciamento tra le dimensioni delle performance esaminate: le gestioni si trovano a “concorrere” secondo un quadro omogeneo di regole, messe a confronto su un terreno comune.
Un primo risultato che emerge è che, tendenzialmente, le gestioni che si collocano nella parte alta della graduatoria dell’indicatore FASE presentano una maggiore coerenza nelle prestazioni in tutte le diverse dimensioni. I risultati consegnano un quadro in parte noto e in parte di novità:
- un chiaro divario tra le aree centro-settentrionali e del mezzogiorno del Paese, con queste ultime più carenti specialmente nella dimensione ambientale;
- una forte coerenza interna tra le prestazioni delle aree nord e centrali del Paese, in tutte le dimensioni analizzate;
- al margine si segnalano prestazioni più omogenee per le gestioni dell’area del Nord–Est, con performance più “bilanciate” nei tre ambiti; i gestori del Centro hanno invece migliori prestazioni in ambito sociale;
- le medie e grandi gestioni esibiscono prestazioni mediamente migliori di quelle più piccole;
- le piccole gestioni fanno più fatica nella sfera economico – finanziaria, a testimonianza dell’importanza di raggiungere una scala finanziaria coerente con il fabbisogno di investimento, con la progettazione e la realizzazione degli interventi.
Per quanto riguarda le determinanti delle performance dei gestori nell’indicatore FASE l’aspetto più significativo risulta essere l’area territoriale. Un esito che riflette il peso del water service divide esistente tra Mezzogiorno e resto del Paese. Anche la dimensione operativa sembra avere una rilevanza, con prestazioni che, con l’eccezione del Nord-Est, sono direttamente proporzionali alla classe dimensionale. Non risultano invece informativi il modello di business (mono-multi) e l’interazione tra area territoriale e dimensione.
Per una trattazione più approfondita si rimanda alla versione integrale del presente Position Paper.








