Le evidenze portano sul tavolo l’urgenza di definire nuovi percorsi di formazione e apprendimento, lavorando su più direttrici.

Come per altri settori, anche quello delle utility e dei servizi a rete è chiamato a rispondere alla sfida posta da un lavoro in continua trasformazione. I profondi mutamenti indotti dalla transizione digitale ed ecologica investono i modelli organizzativi, le competenze e le professioni dei lavoratori. Aspetti questi ultimi, che se non colti per tempo nelle politiche di gestione del personale, possono incidere sia sulla capacità di trattenere le professionalità sia sull’attrattività che le imprese esercitano nei confronti dei potenziali nuovi assunti. Le difficoltà che le Utility stanno incontrando nel reperimento di tali competenze non sono trascurabili.E la sfida coinvolge tutti gli attori: dalle imprese stesse agli istituti di formazione; a questi ultimi, poi, viene richiesto non solo di riflettere sulle modalità di trasferimento delle competenze specifiche, ma anche di determinare strumenti di misurazione, e quindi di certificazione, delle competenze stesse.

Inoltre, l’interazione tra le due transizioni – digitale e ambientale – e le tendenze demografiche in atto configura un ulteriore fattore critico di cui tener conto, acuendo anche la necessità di lavorare su percorsi di formazione continua.

Le Utility sono chiamate a confrontarsi con l’esigenza di mantenere la partecipazione e l’allineamento delle competenze dei lavoratori, inclusi quelli più senior, ma anche ad individuare azioni che consentano il trasferimento delle conoscenze e della cultura aziendale alle nuove generazioni di lavoratori.

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