Con il restringimento del perimetro CSRD voluto dal pacchetto Omnibus molte utility devono decidere se mantenere un livello informativo elevato, sulla base di standard ESRS semplificati, ovvero adottare un nuovo standard volontario. Gli standard volontari possono sostanziare un primo approccio alla rendicontazione mentre gli ESRS continuano ad essere il riferimento per le realtà più mature e ambiziose, soprattutto in ottica di maggiore attrattività per nuovi finanziamenti.

Il pacchetto Omnibus ha ridisegnato il perimetro della Corporate Sustainability Reporting Directive, creando due percorsi complementari. Da un lato gli standard volontari permettono un primo approccio accessibile alla rendicontazione, dall’altro gli ESRS rimangono il riferimento per le organizzazioni mature e ambiziose. Nel Servizio Idrico Integrato, dove la sostenibilità si declina nei temi della gestione della risorsa idrica, della resilienza climatica e della qualità del servizio, questa distinzione assume particolare rilevanza.

A maggio 2026 sono state pubblicate le bozze del nuovo atto delegato con gli ESRS rivisti e il nuovo standard volontario denominato VS. Gli ESRS aggiornati mirano a rendere la rendicontazione più proporzionata, selettiva e focalizzata sulle informazioni rilevanti, mentre il nuovo standard VS si propone come riferimento per le imprese escluse dal perimetro della CSRD ma caratterizzate da una complessità organizzativa superiore ai precedenti VSME. L’adozione era attesa entro giugno 2026: gli ESRS rivisti diventeranno obbligatori dall’esercizio 2027, mentre la versione semplificata potrà essere applicata volontariamente già dall’esercizio 2026.

Le novità negli standard ESRS

I nuovi ESRS 1 ed ESRS 2, gli standard trasversali, costituiscono i fondamenti della rendicontazione. L’ESRS 1 ha introdotto la possibilità di inserire una sintesi iniziale e delle appendici per informazioni di dettaglio, inclusa la Tassonomia UE. Una struttura di questo tipo consente una comunicazione più efficace verso cittadini e utenti mantenendo un livello informativo adeguato anche per i regolatori. Vengono rafforzati la rilevanza dell’analisi di materialità e il principio di rappresentazione fedele, sottolineando che le informazioni non rilevanti devono essere omesse. Inoltre, l’approccio top-down permette alle imprese di escludere temi non rilevanti senza valutare analiticamente ogni singolo impatto, rischio e opportunità. L’ESRS 2 definisce i requisiti informativi su strategia, modello di business, governance e materialità. I requisiti relativi a politiche e azioni sono stati semplificati e rinominati “Requisiti di informativa generale”; non sono più richieste giustificazioni per la mancata adozione di determinate pratiche né tempistiche di implementazione, riducendo così il carico amministrativo. Le informazioni sulla doppia materialità devono essere presentate esclusivamente nell’ESRS 2 e le richieste relative allo stakeholder engagement sono state semplificate. Per le utility, tale impostazione può rappresentare un elemento positivo, poiché concentra la rendicontazione sui temi di reale importanza e il coinvolgimento sugli stakeholder più rilevanti; tuttavia, è importante non ridurre eccessivamente il perimetro di analisi.

LA STRUTTURA DEGLI STANDARD ESRS

Fonte: Laboratorio REF

Scendiamo ora nel dettaglio dei cambiamenti negli standard tematici, partendo da quelli ambientali.

Lo standard ESRS E1 disciplina la rendicontazione delle informazioni sul cambiamento climatico e come esso influenzi strategia e modello di business. Al suo interno sono state introdotte modifiche significative: in primo luogo, il perimetro organizzativo delle emissioni può ora essere definito secondo il controllo finanziario o il controllo operativo, con maggiore allineamento agli standard globali. Il piano di transizione climatica prevede ora un’informativa più sintetica senza obbligo di collegamento con la Tassonomia UE. L’analisi degli scenari climatici è diventata volontaria, rappresentando un vantaggio in termini di costi ma riducendo la standardizzazione delle informazioni sulla resilienza climatica. Questo aspetto è particolarmente rilevante nel settore idrico, dove gli scenari orientano la pianificazione di lungo periodo e giustificano gli investimenti. Non è più richiesto inoltre il calcolo dell’intensità energetica e assumono maggiore rilevanza indicatori alternativi, come i consumi energetici per metro cubo di acqua. La rendicontazione della resilienza climatica mostra un migliore allineamento con lo standard IFRS S2, con l’obiettivo di migliorare la comprensione dei risultati dell’analisi di resilienza, identificare le principali aree di incertezza e valutare la capacità dell’impresa di adattare la propria strategia e il proprio modello di business nel breve, medio e lungo termine.

Lo standard ESRS E2 sull’inquinamento di aria, acqua e suolo è stato aggiornato con riferimento all’Allegato II del Regolamento UE 2024/1244 che può essere utilizzato per l’identificazione degli inquinanti, analisi che deve fondarsi in primo luogo sulle attività e il settore dell’impresa. La rendicontazione delle microplastiche riguarda esclusivamente quelle primarie, riducendo la complessità operativa per le utility che trattano solo le microplastiche secondarie. Per quanto riguarda la disciplina sulle sostanze preoccupanti ed estremamente preoccupanti, per le imprese non chimiche gli obblighi riguardano esclusivamente le sostanze estremamente preoccupanti. Per le utility che utilizzano sostanze chimiche nei processi di potabilizzazione e depurazione, questi obblighi risultano generalmente limitati.

Lo standard ESRS E3 sulle informazioni relative alle risorse idriche è stato modificato con la rimozione del riferimento alle risorse marine. Il quadro normativo è stato aggiornato con rimandi a normative più pertinenti come la Strategia europea per la resilienza idrica e la Direttiva sulle emissioni industriali. Lo standard rafforza l’attenzione sulle metriche fisiche, rendendo obbligatoria la rendicontazione dei volumi di acqua consumata, prelevata, scaricata, riciclata, riutilizzata e immagazzinata, mentre elimina l’obbligo dell’intensità idrica.  Per le utility, questo aspetto assume particolare rilevanza in quanto tali metriche consentono di rappresentare in modo più puntuale la gestione della risorsa lungo l’intero ciclo idrico, dalla captazione alla distribuzione, fino alla depurazione e al riuso, valorizzando il ruolo delle infrastrutture idriche nella tutela e nell’uso efficiente dell’acqua.

Lo standard ESRS E4 sulla biodiversità ed ecosistemi richiede la comunicazione dei dati solo qualora vengano identificati effetti significativi. Le richieste relative alle politiche sono state semplificate mantenendo l’obbligo di fornire informazioni sulla localizzazione dei siti in aree sensibili. Le richieste sulle azioni sono state razionalizzate ed è stata eliminata la richiesta sulla resilienza in materia di biodiversità.

Infine, lo standard ESRS E5, dedicato all’uso delle risorse e all’economia circolare, ha introdotto una nuova informativa sulla quota di rifiuti con destinazione finale sconosciuta, migliorando la trasparenza del bilancio dei rifiuti.

Passiamo ora agli standard sociali e di governance. Lo standard ESRS S1 sulla forza lavoro ha ridefinito la soglia per i Paesi con presenza occupazionale significativa, posta ora a 50 dipendenti. Per la determinazione del salario adeguato nei Paesi extra-UE, è stata introdotta una gerarchia più strutturata, che dà priorità ai salari definiti tramite contrattazione collettiva o ai salari minimi legali. Per le informazioni sui diritti umani, è stata eliminata la classificazione per gravità degli incidenti e ora vengono rendicontati solo gli eventi “convalidati”, cioè accertati e documentati. Non è più necessario riportare la suddivisione del personale per fasce d’età. Il numero di decessi da malattie professionali deve essere fornito solo per i dipendenti e non più per l’intera forza lavoro. Infine, per il gender pay gap, deve essere fornito il dato “non rettificato”, ma rimane comunque possibile presentarlo anche suddiviso per categorie. Gli standard ESRS S2, S3 e S4 mantengono invece un’impostazione sostanzialmente invariata rispetto alla versione precedente.

Lo standard ESRS G1 sulla condotta d’impresa è stato riorganizzato per rendere più chiara la distinzione tra politiche, azioni, obiettivi e metriche. Per le utility, ciò facilita l’integrazione tra sistemi di compliance e processi di rendicontazione della sostenibilità. L’attenzione si concentra su tre ambiti: prevenzione della corruzione, gestione dei rischi lungo la catena di fornitura mediante due diligence sui fornitori, rafforzamento dei sistemi di whistleblowing. Per le utility che si avvalgono di ampie reti di fornitori, ciò richiede di consolidare i presidi di due diligence. È stata infine eliminata l’obbligatorietà di riportare il tempo medio di pagamento delle fatture.

La revisione degli ESRS mira a rendere la rendicontazione più leggibile e focalizzata sulle informazioni veramente utili. Per le utility del Servizio Idrico Integrato, ciò rappresenta l’opportunità di costruire informative più chiare e coerenti con i dati tecnico-operativi disponibili. La riduzione del carico informativo non dovrebbe tradursi in un indebolimento della qualità della rendicontazione né in una perdita di granularità tale da compromettere la confrontabilità tra operatori.

Il nuovo standard volontario

Lo sviluppo dei VSME è stato concepito per favorire l’adozione di pratiche di rendicontazione da parte delle piccole e medie imprese fino a 250 dipendenti. L’architettura dello standard è articolata su due livelli: il modulo “Basic” con informazioni generali e il modulo “Comprehensive” che aggiunge informazioni su strategia, rischi e opportunità. A maggio 2026, congiuntamente alla pubblicazione della bozza del regolamento ESRS semplificato, è stato introdotto il nuovo standard volontario VS, che rappresenta un’evoluzione dei VSME. Nello specifico, il VS è stato redatto per rispondere alle esigenze delle imprese escluse dal nuovo perimetro della CSRD, garantendo al contempo un maggiore allineamento con le disposizioni degli ESRS semplificati.. Attraverso il meccanismo del “value chain cap”, lo standard limita le informazioni che le imprese soggette a CSRD possono richiedere lungo la catena del valore alle imprese con massimo 1.000 dipendenti. Il VS entrerà in vigore dall’esercizio 2027.

L’elemento più rilevante del nuovo standard è la sua architettura modulare, finalizzata ad alleggerire gli oneri amministrativi per imprese di minori dimensioni e promuovere l’accessibilità a informazioni strutturate e comparabili. La struttura ricalca quella dello standard VSME ed è composta da due moduli: Base e Comprehensive. Il Modulo Comprehensive integra e approfondisce le informazioni richieste dal Modulo Base, senza sostituirlo, prevedendo quindi un livello informativo aggiuntivo per le imprese che intendono fornire una rendicontazione più completa

Le informazioni del VS sono suddivise in quattro categorie: “necessary” per tutte le imprese, “necessary if applicable” per circostanze specifiche, “voluntary” opzionali, e “consideration when reporting sector information” pertinenti al settore. Solo gli elementi “necessary” ricadono sotto il value chain cap. Il VS introduce semplificazioni aggiuntive per imprese fino a 10 dipendenti.

Il Modulo Base comprende undici requisiti: criteri di predisposizione del report, pratiche per la transizione sostenibile, energia ed emissioni, inquinamento, biodiversità, acqua, utilizzo risorse ed economia circolare, caratteristiche della forza lavoro, salute e sicurezza, retribuzione e formazione, condanne per corruzione. Il Modulo Comprehensive, in sintesi, integra questi requisiti con approfondimenti su strategia e modello di business, obiettivi di riduzione GHG e transizione climatica, rischi climatici, caratteristiche aggiuntive della forza lavoro, diritti umani, ricavi da attività sensibili, diversità di genere negli organi di governance.

Il nuovo standard VS rappresenta così un elemento coerente con la logica di proporzionalità dell’intero pacchetto di semplificazione. Combina semplicità e livello di dettaglio, rappresentando un’infrastruttura comune per rendere più ordinato, efficiente e accessibile il dialogo tra imprese, filiere produttive e sistema finanziario in materia di sostenibilità.

Per le utility del Servizio Idrico Integrato, la scelta tra VS ed ESRS semplificati dovrebbe quindi essere valutata non solo in funzione della riduzione degli oneri informativi, ma anche della maturità organizzativa, della disponibilità dei dati e delle aspettative informative di regolatori, finanziatori e stakeholder territoriali. Per le realtà già avviate verso una rendicontazione strutturata, il mantenimento volontario di un livello informativo più vicino agli ESRS può rappresentare una scelta coerente per valorizzare i processi già sviluppati, preservare la comparabilità delle informazioni e rafforzare la credibilità del reporting.